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Foto 3 - Ricostruzione del volto della Mummia di Asti

La signora delle Ninfee in mostra a Jesolo

La mummia di Asti, esposta nel corso della Mostra “Egitto. Dei, Faraoni, Uomini” a Jesolo, ha un percorso storico molto interessante, che al momento si conclude proprio in questo allestimento.

Nell’Ottocento, la mummia, viene acquistata dalla famiglia Ottolenghi per poi essere donata al museo di Asti nove anni fa dove cominciano gli studi sia attorno alla mummia, sia al suo sarcofago.
Il sarcofago (foto 1), per la sua decorazione, non è unico al mondo, ma lo si può collegare ad un altro sarcofago conservato al Museo di Firenze (foto 2) che presenta a sua volta un collare dipinto che riproduce una ghirlanda di fiori, un particolare che non solo accomuna i due reperti, ma che ci svela molti particolari. Per prima cosa ci permette di capire che il sarcofago di Asti è stato preparato per una figura femminile, possiamo datarlo all’inizio della XXII dinastia ed è proveniente da Tebe.

Ma quello che interessa veramente agli studiosi e che ha coinvolto soggetti pubblici e privati, è la mummia contenuta all’interno di questo stupendo sarcofago antropoide. In vista della Mostra “Egitto. Dei, Faraoni, Uomini”, grazie al reparto di radiodiagnostica dell’ospedale di Asti è stata eseguita una TAC e grazie alla Polizia Criminale di Torino, la ricostruzione del volto (foto 3).

In un servizio del TG1, andato in onda il 26 dicembre 2017, Donatella Avanzo, curatrice esecutiva della Mostra, spiega l’importanza della ricostruzione del volto di una persona vissuta 3000 anni fa. (Guarda il Video)
La mummia, il sarcofago e la ricostruzione del volto, sono visibili all’interno della mostra fino al 15 settembre 2018. La sala che ospita i reperti racconta in modo esaustivo il processo della ricostruzione del volto, grazie a didascalie esplicative e testimonianze video.